Perchè le startup italiane non fanno paura a nessuno?

Riprendo una newsletter mandata il 16 settembre 2019, io non le chiamo newsletter le chiamo sbraitate, le mando quando sono incazzato nero e devo sfogarmi, senza confronto, mono-direzionale, così alla mia newsletter che conta ad oggi più di 700 iscritti mando qualche riga, significa che sono incazzato nero, sono umano, faccio l’imprenditore e spalo shit ogni giorno, permettetemi di farlo!

L’ho scritta dopo aver incontrato il CEO di una grossa azienda italiana, tra i leader europei nel mondo vending machine, una di quelle società gestite da un ceo molto bravo ma che trova difficoltà a fare innovazione perchè lo staff che ha sotto non ha più “fame”.

I CEO sopratutto negli ultimi anni sono sempre molto carini perchè vedono un gruppo di ragazzi (ho 40 anni!) che vogliono fare innovazione nel loro settore e loro si sentono un pò come te, ma con una differenza, loro ti fanno anche paura, tu invece li fai ridere e sono convinto che molte volte se la ridono dopo che è finita la riunione, ed il motivo è semplice….quanto hai raccolto? Meno di quello che serve per fargli paura!

https://wemakemoneynotstartups.substack.com/p/perch-le-startup-italiane-non-fanno

L’investitore è stupido e ne ho le prove

Circa 1 anno fa ero a San Francisco, ho deciso di passarci 2 mesi perchè volevo capirne di più, volevo creare relazioni, non le classiche toccate e fughe che facevo 1 volta ogni 6 mesi.

Sono stati due mesi intensi, in cui ho conosciuto tantissime persone e ho capito meglio gli americani e gli italiani che si erano trasferiti la per il sogno americano.

In quel periodo, con il fuso di 9 ore in Italia stava scoppiando un casino per una campagna crowdfunding di una piccola startup che si occupava di intelligenza artificiale che non aveva dipendenti che si occupavano di intelligenza artificiale, ma la cosa incredibile è che quella società continuava a raccogliere lo stesso online e così ho scritto una newsletter, la prima in cui evidenziavo quelli che a mio personale parere sono gli elementi minimi per investire in una startup, ovvero:

  1. Avere un investitore istitutizionale: in italia sono quelli presenti in questa lista: http://www.vchub.it/
  2. Avere una valutazione premoney validata, ovvero avere un lead investors che setta la valutazione, solitamente è un investitore istituzionale.
  3. Avere liquidation preference 1x, ovvero il diritto per l’investitore di essere il primo ad essere liquidato in un evento di liquidazione, il che significa che se hai investito 100.000€ ad una valutazione post-money di 1.000.000€ e prendi il 10% se la società verrà venduta a 500.000€ non prenderai 50.000€ ma 100.000€

Buona lettura:

https://wemakemoneynotstartups.substack.com/p/linvestitore-stupido-e-ne-ho-le-prove

Finalmente finisce un anno di… !!

Finalmente finisce un anno di 💩!!, iniziato in modo incredibilmente positivo ha subito sterzato sul brutto, con problemi di governance in un azienda, un’altra vhe che doveva essere messa in liquidazione, e a novembre altri problemi con un’altra società….ma ripensandoci devo anche celebrare i successi, l’apertura di CasaStazione a Verona, di @calacavalloofficial in Sardegna, i 55 frigoriferi installati da @frescofrigo a Milano e New York, il negozio aperto da CheckoutTechnologies a Milano ed infine l’apertura di HausOrmesini a Venezia….se pensate che le vostre invidie/angherie/ripicche mi fermeranno non avete ancora capito che ho già messo la quinta e siete già lontani nel mio specchietto retrovisore!